Polpette di Lenticchie

Non le solite lenticchie

Per questo Capodanno abbiamo pensato di dare alle lenticchie una veste nuova e gustosa, che strizza l’occhio alla cucina fusion. Ispirandoci alle crocchette di lenticchie rosse turche e indiane, abbiamo realizzato delle polpette di lenticchie, un po’ meno speziate rispetto alle originali, ma saporite e sfiziose. Alle lenticchie rosse decorticate abbiamo unito il cous cous di farro, un cucchiaino di curcuma per la leggera nota speziata e la salsa di soia per un sferzata in più di gusto. Noi abbiamo accompagnato le crocchette di lenticchie con una maionese veg alla barbabietola, veloce e facile da fare e dall’accattivante colore rosso! Sarebbe perfetta anche una salsa allo yogurt alle erbe aromatiche.
Queste polpette sono un finger food vegetariano perfetto da servire a Capodanno (basterà omettere albume e parmigiano per une versione veg!) , ma tenetele sempre a mente anche come soluzione per riciclare le lenticchie cucinate in questi giorni di festa o semplicemente per portare sulla tavola di tutti giorni questo legume in maniera diversa.

Ingredienti

Per la maionese veg alla barbabietola

  • 1 barbabietola precotta (100 g)
  • 120 ml di olio di semi di girasole
  • 60 ml di latte vegetale (noi di mandorla Val di Bella)
  • Un cucchiaio di succo di limone
  • Sale fino

 

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Preparazione

STEP 1
Per preparare le polpette di lenticchie iniziamo preparando un soffritto con cipolla, sedano e carota tritati, un filo di olio extravergine di oliva e un aglio schiacciato. Facciamo soffriggere per qualche minuto.

STEP 2
Quindi uniamo le lenticchie rosse sciacquate sotto acqua corrente, e copriamo con l’acqua necessaria per coprirle. Cuociamo a fuoco medio basso per 15-20’, fin quando non saranno morbide.

STEP 3
Una volta giunte a cottura, uniamo la curcuma e aggiustiamo di sale e pepe. Scoliamole, teniamo da parte il liquido di cottura e frulliamo metà delle lenticchie in un mixer mantenendo l’altra metà integra.
Nel frattempo portiamo di nuovo a bollore 100 g di liquido di cottura delle lenticchie. In una piccola ciotola versiamo il cous cus di farro, condiamolo con un filo di olio extravergine di oliva e versiamo il brodo di lenticchie bollente, copriamo, lasciamo riposare qualche minuto e poi sgraniamolo con una forchetta.

STEP 4
Ora prepariamo l’impasto delle nostre polpette: in una ciotola uniamo alle lenticchie, frullate e intere, la patata lessa schiacciata con uno schiacciapatate, il cous cous sgranato, l’albume leggermente sbattutto, il parmigiano, la curcuma, la salsa di soia e il prezzemolo tritato. Mescoliamo il composto, aggiungendo poco pangrattato alla volta fino a renderlo malleabile.
Modelliamo le polpette con le mani, e facciamole rotolare una per volta su un piatto su cui avremo versato del pan grattato.
Lasciamole riposare in frigo per almeno 10’ affinchè possano solidificarsi leggermente.

STEP 5
Per la cottura potete friggerle in abbondante olio di arachide, oppure in forno, preriscaldato a 185° per 20 minuti, disposte in una teglia coperta da carta forno e condite con un filo di olio.

PER PREPARARE LA MAIONESE

Nel bicchiere del frullatore ad immersione mettiamo tutti gli ingredienti: la barbabietola tagliata a pezzetti, l’olio di semi di girasole, il latte vegetale, il limone ed il sale. Frulliamo fin quando otterremo una crema densa, liscia e montata.

STEP 6
Serviamo le polpette caldissime con la maionese di barbabietola.

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Stella di brioche

“Il Natale agita una bacchetta magica sopra il mondo, e per questo tutto è più morbido e più bello.”

Eccoci arrivati alla ricetta dedicata al Natale. Abbiamo scelto qualcosa che profumasse di burro, di arancia e di miele. Che fosse soffice come la neve a Natale e goloso come ogni dolce realizzato per un’occasione speciale, e in questo ci ha aiutato la deliziosa farcia alla crema di nocciole e cacao Achillea.

Infine la forma è quella di una stella, e ogni punta si può staccare con le mani e assaporare con le dita appiccicate di miele.

Non spaventatevi, realizzarla è molto semplice soprattutto seguendo i nostri consigli passo passo. Se avete una planetaria in casa, sarà ancora più facile e veloce, ma se amate impastare a mano, soprattutto grazie all’utilizzo della farina manitoba bio La finestra sul cielo ed a una buona dose di olio di gomito, otterrete lo stesso una brioche super soffice!

Ingredienti

 

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Preparazione

Prepariamo l’impasto del pan brioche

Per realizzare la stella di pan brioche iniziamo realizzando l’impasto. Nella ciotola della planetaria unite il lievito sciolto nel latte e nel miele, con lo zucchero, le uova, i semi della bacca di vaniglia, dell’arancia, il latte e mescoliamo con il gancio a foglia per 2-3 minuti.

 

 

Versiamo le farine setacciate e impastiamo per 10 minuti, a bassa velocità, fino ad ottenere un composto omogeneo.
Uniamo il burro morbido, un pezzetto per volta, avendo cura di aggiungere il successivo, solo quando sarà totalmente incorporato all’impasto.
Una volta incorporato tutto il burro, togliamo il gancio a foglia e inseriamo il gancio uncino, uniamo il sale e lavoriamo l’impasto fin quando sarà liscio ed elastico.

 

 

Mettiamo l’impasto in una ciotola e copriamo con un telo umido o con della pellicola trasparente. Facciamo lievitare in forno spento con luce accesa per circa due, fino al raddoppio.
Il tempo di lievitazione può variare a seconda delle temperatura esterna.

 

Realizziamo la stella di brioche

Adagiamo il primo disco su carta forno e copriamo la superficie con un velo di crema di nocciole, lasciando 0,5/1 cm dal bordo.
Sovrapponiamo il secondo disco e farciamo nuovamente. Ripetiamo la stessa cosa con il terzo strato, ed infine copriamo con il quarto cerchio.

 

 

 A questo punto procediamo con i tagli: posizioniamo al centro un coppapasta, oppure un bicchiere ed incidiamolo facendo una leggera pressione.
Con un coltello molto affilato tagliamo il cerchio in 4 sezioni uguali (senza arrivare fino al centro) e poi pratichiamo altri tagli per formare 16 spicchi. Prendiamo due triangoli adiacenti, facciamoli ruotare due volte su se stessi e poi uniamo le estremità; in questo modo otterremo una stella.
Copriamo la stella con della pellicola e facciamo lievitare per 45 minuti.
Spennelliamo con del tuorlo d’uovo, e cuociamo in forno (statico) preriscaldato a 180° per 25 minuti, circa, fin quando la stella sarà ben dorata sia sopra che sotto.

 

 

Sforniamo, spennelliamo la superficie con il miele e cospargiamola di granella di pistacchi. Da servire subito.

NOTA:

  1. La stella di brioche, è ottima appena sfornata. Se non consumata subito, potete conservarla avvolta nella pellicola trasparente in un luogo fresco e asciutto, e scaldarla in forno a 70° o su un padellino prima di servirla, ritroverà tutta la sua sofficità.
  2. Con questa dose potete realizzare o una stella grande, o due stelle più piccole.

 

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Zuppa d’Autunno: con farro, legumi e castagne

Presentazione

Novembre: tempo di castagne e di passeggiate nei boschi per raccogliere i golosi frutti d’autunno tra gli alberi tinti di arancioni brillanti, di giallo oro, di rossi vermigli.

Novembre è anche tempo di zuppe; calde, confortevoli e semplici da preparare sono la cena perfetta per ritemprare l’animo dai primi freddi o dopo una giornata uggiosa. Oggi noi vi proponiamo quella che consideriamo la zuppa autunnale per eccellenza fatta con farro, legumi, zucca e castagne. Una zuppa rustica, cremosa e ricca di profumi e sapori. Favolosa  se accompagnata da pane casereccio tostato e irrorato da olio extravergine di oliva.

I legumi: il cibo buono (ed economico) che fa bene

I legumi sono il più antico dei nostri cibi, esistevano ovunque ci fossero persone.
Oggi sono considerati il cibo del futuro: tra i principali alleati per sistemi alimentari più sostenibili per tutti, i legumi sono un toccasana per la nostra salute. La loro versatilità è sorprendente sia in termini di varietà che di consumo. Possiamo consumarli sia freschi appena raccolti, sia secchi: la loro conservabilità ci permette di averli a disposizione tutto l’anno.

Le proprietà dei legumi 

I legumi sono noti a tutti per avere i tanti benefici che la loro assunzione, almeno una volta a settimana, apporta all’organismo. Grazie ai carboidrati complessi e al loro basso indice glicemico garantiscono energia a lungo termine e sazietà. Con un basso contenuto di grassi e sodio, sono un’ottima fonte di ferro, calcio, potassio e vitamine.

Il “ma” della digeribilità.

Se sei tra coloro che non digeriscono i legumi, prova ad aggiungere durante la cottura, foglie di alloro, semi di finocchio, oppure l’alga kombu.

I legumi della nostra zuppa d’autunno 

  • Fagiolo azuki rosso considerato da molti il re dei fagioli perché ricco di nutrienti molto utili per la salute di reni, cervello, ossa, fegato e sistema immunitario
  • lenticchie rosse decorticate le più digeribili tra le lenticchie perché private della buccia esterna, hanno ottime proprietà nutrizionali

Tempi

Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 40 minuti

Ingredienti

  • 150 g di fagioli Azuki* precedentemente lessati
  • 150 g di zucca decorticata
  • 100 g di lenticchie rosse decorticate*
  • 100 g di farro decorticato*
  • 50 g di castagne arrostite (o lessate) private della buccia
  • 1 L di brodo vegetale
  • 1 porro
  • 1 carota
  • 1 costa di sedano
  • 4/5 foglie di salvia
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

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Preparazione

 

STEP 1
Affettate e tagliate a cubetti tutte le verdure: zucca, porro, carota e sedano.

 

STEP 2
Mettete le verdure in una pentola (preferibilmente in ghisa o di coccio), aggiungete due/tre cucchiai di olio, salate, e fate insaporire su fuoco medio per cinque minuti, mescolando spesso.

 

STEP 3
Aggiungete le foglie di salvia, il farro e le lenticchie rosse, accuratamente lavati sotto acqua corrente e i fagioli, già cotti in precedenza, lasciate insaporire qualche minuto, mescolate, quindi aggiungete brodo vegetale fino a coprire il tutto; coprite con un coperchio e cuocete a fuoco basso per 30/40 minuti. Aggiungete altro brodo vegetale se la zuppa dovesse asciugarsi troppo

 

STEP 4
•A metà cottura aggiungete le castagne, aggiustate di sale e pepe, mescolate bene e proseguite la cottura fin quando la zuppa non avrà raggiunto la consistenza desiderata.

 

STEP 5
Lasciate riposare 5 minuti e servite a piacere con del pane casereccio tostato.

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Labo Suisse torna nei Bio Store FARMANATURA

Siamo lieti di annunciare a tutti i nostri clienti il ritorno di un Brand importantissimo sui nostri Scaffali: LABO SUISSE.
Labo Suisse è leader nel mercato dei brand dermo-cosmetici di alta gamma ispirati alla medicina estetica.

Novità Cannabis

Grande novità nei nostri Bio Store!!! Siamo sempre alla ricerca di prodotti innovativi e naturali per il benessere dell'organismo! Per questo abbiamo selezionato per voi un'originale gamma di prodotti a base di canapa, come alimenti, tisane e oli al 100% naturali.
Per presentarvi questi prodotti vi riportiamo un articolo, dal blog del nostro fornitore, in cui si parla dei benefici della cannabis...buona lettura!

 

Dal Blog di CBWeed:

LA VIA DI SOMMINISTRAZIONE PER CANNABIS TERAPEUTICA: ORALE O INALATORIA?

Oggi sempre più persone ricorrono all’uso di cannabinoidi per curare o tenere sotto controllo le proprie patologie.

Niente di più semplice: la scienza medica ha ampiamente dimostrato che CBD, THC e altre molecole presenti nella cannabis hanno grandi potenzialità in questo campo e si è passati dalla teoria alla pratica per sfruttare queste doti della pianta. Molti medici scelgono di prescrivere cannabis ai propri pazienti per vari motivi, ma quale forma è consigliata per ottenere il massimo effetto curativo? Scopriamo insieme i vantaggi e gli svantaggi delle differenti vie di somministrazione della cannabis terapeutica.

Oggi ci sembra una novità, ma fino alla prima metà del ‘900 la cannabis era in molti paesi considerata alla stregua di un farmaco di uso comune, successivamente la cannabis è stata letteralmente cancellata dalla farmacopea internazionale e per molto tempo etichettata dalla medicina tradizionale come priva di effetti terapeutici. Oggi sappiamo quanto questo sia stato un grosso equivoco nato da pregiudizi e preconcetti che ci hanno fatto dimenticare quello che i nostri predecessori già sapevano: la cannabis ha grandi capacità curative!

Da diversi anni la medicina moderna è tornata sui suoi passi facendo della cannabis terapeutica una realtà affermata, anche in Italia c’è quindi la possibilità di assumerla come un farmaco sotto controllo medico e previa prescrizione. Per alcune patologie croniche o per problemi di salute fortemente debilitanti può essere acquistata a carico del sistema sanitario nazionale (grazie al decreto del 9 novembre 2015 con il quale il ministero della Salute ha regolamentato la produzione nazionale e le preparazioni farmaceutiche a base di cannabis specificando anche la destinazione di questi prodotti).

Gli ambiti che possono prevedere la prescrizione di cannabinoidi spesati dallo stato sono: l’esigenza di analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore; di analgesia nel dolore cronico (malattie reumatiche o neuropatie); di un farmaco antiemetico, anticinetosico, o stimolante dell’appetito; di un farmaco ipotensivo come ad esempio nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali; per facilitare il controllo dei movimenti involontari nella sindrome di Tourette. Lo stesso documento precisa che la cannabis può essere prescritta anche per altri impieghi e per l’analgesia di tutti i tipi di dolore, ma generalmente in questi casi resta a carico del paziente.

Le forme prescrittive sono ad oggi di due modalità: orale o inalatoria. In base alle vostre preferenze e alla tipologia di patologia potrete valutare con il vostro medico come assumere i cannabinoidi che vi sono stati prescritti.

 

Le vie di somministrazione della cannabis terapeutica

Come per qualsiasi altro principio attivo, anche per la cannabis la via di somministrazione scelta determina l’intensità e la durata dell’azione del farmaco assunto. Cambiano l’assorbimento, la distribuzione nell’organismo e il metabolismo dei cannabinoidi e quindi la scelta della modalità di somministrazione è molto importante e va valutata con attenzione alle personali necessità. Una via non è migliore dell’altra, semplicemente ci sono pro e contro da valutare a seconda del caso specifico.

La via orale (soprattutto oli concentrati e capsule) è certamente la via d’assunzione più consigliata dai medici per le patologie croniche in quella fetta di mondo dove la cannabis terapeutica è una realtà affermata soprattutto perché ha ridottissimi effetti collaterali, performance durature e il dosaggio è molto semplice da controllare; l’inalazione invece è suggerita soprattutto per il controllo del dolore acuto, per la relativa rapidità di azione.

Fanno la differenza soprattutto le caratteristiche specifiche del prodotto scelto, in particolare il grado di lipofilia/idrofilia e la sua biodisponibilità. Questo perché i derivati della cannabis sono lipofili e quindi scarsamente solubili in acqua, vanno assunti in presenza di olii, grassi o solventi polari come l’alcol etilico se si sceglie la via orale. L’inalazione invece può essere una via rapida e comoda per l’introduzione dei principi attivi prescritti, si può valutare la vaporizzazione o l’inalazione.

Ovviamente si deve avere un buon controllo sulle temperature alla quale la cannabis viene sottoposta, per mantenerne intatte le proprietà curative. L’inalazione della cannabis per combustione è una via molto gettonata da chi ha l’abitudine al fumo di sigaretta, ma non è la più raccomandata dal punto di vista terapeutico perché ha qualche risvolto negativo per le vie aeree.

Se volete introdurre nel vostro corpo cannabinoidi per via inalatoria ma temete i risvolti negativi che aspirare il fumo può generare avete alternative valide, prima tra tutte la vaporizzazione, dove il riscaldamento della cannabis è limitato e raggiunge temperature di 160-230°C, riducendo il quantitativo di monossido di carbonio prodotto e di sottoprodotti tossici e minimizzando quindi il rischio di problemi respiratori associati e migliorando la disponibilità di principi attivi.

Sono poi nate anche alcune nuove modalità di assunzione per inalazione, ad esempio il dabbing che utilizza concentrati ricchi di cannabinoidi invece delle infiorescenze ma in Italia ancora questo non è un metodo molto consigliato a livello terapeutico anche perché non supportato da abbastanza evidenze scientifiche per quanto riguarda gli effetti collaterali.

Biscotti con la zucca con cocco e cioccolato fondente

Presentazione

Non è ottobre se in cucina non abbiamo una zucca. Sono tantissimi i modi per cucinarla ed è sempre in grado di regalare grandi soddisfazioni sia per le preparazioni salate che per quelle dolci. 

Se non avete mai provato a realizzare anche dei biscotti con questo meraviglioso ortaggio, è arrivato il momento! Oggi ti raccontiamo la ricetta di questi profumatissimi biscotti realizzati con la purea di zucca, il cocco e il cioccolato fondente alla cannella. Dorati e croccanti fuori, morbidi e profumatissimi all’interno, grazie anche alle spezie che abbiamo utilizzato per la cottura della zucca: la cannella e l’anice stellato. Dei biscotti buoni e sani, adatti a tutti perché vegan. Noi vi consigliamo di gustarli con una tazza di tisana alla frutta, profumata e fumante!

 

Tempi

Tempo di preparazione 20 minuti
Tempo di cottura 15 minuti più il tempo di cottura della zucca

Ingredienti

280 g di farina di farro integrale*
due cucchiai di farina di cocco*
200 g di purea di zucca
1 cucchiaino lievito per dolci
80 g di cioccolato fondente alla cannella*
120 g di zucchero di canna*
60 g di burro di cocco*
Un pizzico di sale
Anice stellato
Cannella

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Preparazione

STEP 1
Per preparare i biscotti, iniziamo tagliando la zucca a cubetti e cuociamola in un pentolino con due cucchiai di acqua, due bacche di anice stella e un po’ di stecca cannella, per 10 minuti fin quando sciacciandola con una forchetta risulterà morbida.
Scoliamola bene con un colino e teniamo da parte l’acqua rilasciata in cottura. Togliamo le spezie e frulliamola per ottenere una purea.

STEP 2
Ora uniamo alla purea di zucca, ancora tiepida, il burro di cocco e mescoliamo fin quando il burro sarà completamente sciolto e amalgamato alla zucca

STEP 3
In una ciotola grande, uniamo le polveri: la farina di farro, di cocco, lo zucchero, il sale, il lievito. Aggiungiamo alle polveri il composto di zucca e burro di cocco e amalgamiamo prima con un cucchiaio, poi con le mani, e se necessario aggiungiamo un po’ dell’acqua di cottura della zucca, dobbiamo ottenere un panetto compatto e omogeneo. Tritiamo il cioccolato e uniamolo al nostro panetto, mettiamo in frigo per 30 minuti. Trascorso il tempo necessario, stendiamo l’impasto tra due foglie di carta forno infarinati, ad uno spessore non troppo sottile di 0,5 mm, circa.

STEP 4
Ora con un coppapasta da 6 cm, ricaviamo i nostri cerchi. Se non avete un coppapasta potete usare un piccolo coperchio di un vasetto o una tazzina. Con un coppapasta più piccolino, da 2 cm, realizziamo il buco al centro.

STEP 5
Sistemiamo i biscotti su una teglia coperta da carta forno distanziando l’uno dall’altro. Cuociamo per 15 minuti in forno statico a 180°, fin quando i biscotti saranno dorati e leggermente croccanti

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Pan d’uva con farina d’avena e mandorle

Presentazione bhad bhabie

Settembre è tempo di vendemmia. Le vigne abbondano di uva e sulle tavole arriva un pane dolce straordinario, il Pan D’Uva. E’ un dolce povero, senza particolari difficoltà nelle preparazione e senza chissà quali ingredienti peculiari, eppure ha un sapore unico, di buono e di antico.

Tra settembre e ottobre, quando l’uva nera iniziava a maturare, nelle case contadine, parte dell’impasto del pane veniva condito in un modo del tutto speciale: con uva, zucchero e aghi di rosmarino. Si sfornava così una merenda squisita e genuina, fatta di pasta morbida e zuccherosa impregnata di succo d’uva e di tanti semini che scrocchiavano sotto i denti. Una bontà unica, omaggio alla vendemmia e all’arrivo dell’autunno.

Oggi, nella cucina di Farmanatura, abbiamo replicato questa ricetta tanto antica quanto speciale realizzando un impasto rustico e profumato fatto con la farina manitoba, la farina di avena, il latte di mandorla e il malto d’orzo. Abbiamo poi farcito il nostro pane con della dolcissima uva fragola (varietà semplicissima da reperire) e delle lamelle di mandorle.

 

Ingredienti

400 g di farina manitoba*
100 g di farina di avena*
200 g di latte di mandorla*
3 cucchiai di zucchero semolato
8 cucchiai di olio extravergine di oliva*
3 g di lievito di birra disidrato
2 cucchiai di malto d’orzo (10 g)*
2 rametti di rosmarino
800 g di uva nera da vino (noi uva fragola)
1/2 cucchiaino di sale
4 cucchiai di zucchero di canna*
50 g di mandorle spellate

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Preparazione

STEP 1 Versiamo il latte di mandorle in una tazza, aggiungiamo il malto d’orzo e il lievito, mescoliamo e facciamo riposare per 10’.

STEP 2 Intanto in un’ampia ciotola, setacciamo le farine e aggiungiamo lo zucchero.

STEP 3 Quindi uniamo il lievito sciolto nel latte ed impastiamo, per amalgamare gli ingredienti; infine aggiungiamo l’olio ed il sale.

STEP 4 Lavoriamo l’impasto fino od ottenere un composto liscio ed elastico, formiamo una palla e facciamo lievitare per un paio di ore, finché l’impasto non avrà raggiunto il doppio del suo volume. Riprendiamo l'impasto, dividiamolo a metà, e lavoriamo entrambe le parti brevemente, facendo un giro di pieghe e dando una forma sferica. Lasciamo riposare per venti minuti.

STEP 5 Laviamo bene l'uva ed asciughiamola. Sgraniamola facendo cadere i chicchi in una ciotola

STEP 6 Quindi riprendiamo l’impasto, stendiamo la prima parte con il mattarello in modo che sia più larga rispetto alla teglia da 26 cm e che i bordi strabordino. Adagiamo sulla teglia ben oleata, farciamo con una parte di uva, cospargiamo con 2 cucchiai di zucchero di canna e condiamo con un filo di olio.

STEP 7 Ricopriamo con la seconda parte di impasto sempre stesa con il mattarello, sigilliamo bene i bordi e spennelliamo la superficie con l’olio.

STEP 8 Guarniamo con l'uva e cospargiamo con lo zucchero di canna rimasto, qualche ago di rosmarino e con le mandorle tagliate a lamelle. Cuociamo a forno preriscaldato statico a 180° per circa 40/45 minuti, fin quando sarà ben dorata.

Nota: Il segreto per realizzare un buon pan d’uva è la scelta dell’uva giusta.  La ricetta tradizionale prevede che si usi uva canaiola, un’uva da tavola nera dai chicchi piccoli e molto dolci. Ottima alternativa è l’uva fragola, altrettanto dolce e facilmente reperibile.

 

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